FINDING
NEVERLAND

USCITA
Americana:
19 novembre 2004
Italiana:
17 dicembre 2004

RECENSIONE
Sono
le 4 del mattino nella magica atmosfera della laguna veneziana e con gli occhi
ancora lucidi esce dalla sala grande un pubblico sognante: i piedi per terra e
la testa nell'Isola che non c'è. Ho appena visto un film o mi sono svegliata
da un sogno fantastico? E' la domanda che mi pongo io stessa, costeggiando il
lungomare. Lentamente realizzo che quel sogno fantastico ha un nome ed è
"Finding Neverland"
…Vi è un'isola in cui fate e folletti
si aggirano in incantate foreste dai colori pastello. Un'isola in cui puoi essere
indiano e pirata, in cui i cani possono diventare orsi e puoi danzare con loro
nel mezzo di un circo approdato nel parco del quartiere e volare con un po' di
polvere di fata sui cieli di quel mondo sperduto…In quell'isola i sassi non sono
solo sassi e se tu lo vuoi possono diventare diamanti.Lì puoi trovare tutte
le persone che il mondo crudele ti ha sottratto ingiustamente, "basta crederci"…dice
James, ce lo assicura: quel mondo si chiama Neverland, e l'ha creato lui.
Scrittore
per vocazione, anche se per anni si ritrova a sbattere contro il muro della borghesia,
James Barrie ha cercato di assecondare questo mondo creando ciò che esso
voleva vedere: banali commediole.
Ma quelle opere non sono cosa da James,
"posso fare di meglio!" dichiara alla presentazione della sua opera.
Il
produttore fiducioso nonostante i numerosi fallimenti finanziari, "25 posti
dati agli orfani! Ora il mio incubo è completo", la mente preziosa
di James non si ostina a mollare e sta per partorire qualcosa di veramente importante.
"Eri lì ma non c'eri", questa la frase di sua moglie, stufa
di avere un marito lunatico che passa le sue giornate scrivendo di mondi fantastici
su una panchina del parco. James non demorde, quello è il suo mondo, ed
è ostinato a condividerlo con chi ne ha bisogno.
E proprio in uno di
quei pomeriggi al parco trova il suo compagno di avventure: imprigionato sotto
la sua panchina da tiranni crudeli (i fratelli maggiori).Peter, quel piccolo fanciullo
dallo sguardo malinconico e le orecchie un po' a sventola trova in James l'aria
che alimenta quella piccola fiamma di vivacità che dopo la morte del padre
stava per spegnersi del tutto.
James da quel giorno intrattenendo i bambini
con spettacoli e racconti passa le sue giornate con loro e viene a conoscenza
dell'intera nobile famiglia (nonna perbenista compresa)affezionandosi a tutti
i componenti, nutrendo un amore spirituale verso la madre dei fanciulli:la vedova
Sylvia Lewelyn Davies. James finisce col prescegliere quella come la sua vera
famiglia, portando risate e magia in un luogo in cui non si gioiva da anni.
Grazie
a quei ragazzi e alla stupenda Sylvia, James riceve la spinta giusta per mettere
finalmente su la sua opera di successo: Peter Pan, dedicata proprio al piccolo
Peter che fa di tutto per andare alla prima dello spettacolo nonostante il malore
improvviso della madre, malata ai polmoni.
I bambini del pubblico assistono
rapiti allo spettacolo, guardano quel mondo stupendo che si dipana davanti ai
loro occhi stupiti, ridendo e partecipando essi stessi alla magia dello spettacolo
e,così avvenne ciò che sperava James era riuscito a coinvolgere
anche il pubblico più diffidente in una contagiosa risata collettiva. Peter
non avrebbe potuto commentare tutto ciò in modo migliore: "è
magico".
E' la grave malattia di Sylvia a riportare la famiglia al mondo
reale…James passa gli ultimi giorni di vita con lei, standole accanto e allestendo
direttamente nel suo salotto il suo spettacolo teatrale che desiderava tanto vedere.
Finalmente riesce a farle vedere qualcosa di molto prezioso: riesce a mostrarle
"l'Isola che non c'è", così come le aveva promesso il
primo giorno del loro incontro. Ed è dopo la visione di Neverland nel salottino
di casa sua che Sylvia lascia questa vita per andare in "quel mondo".
obbiettivamente migliore.
La moglie Mary reputa James una presenza affascinante
e inafferrabile, una mente troppo lontana dalla sua visione del mondo, per lei
EGLI è semplicemente "un adulto che passa il tempo a giocare con i
bambini in un mondo che non esiste". Ma quel mondo per Peter e la sua famiglia
fu di vitale importanza e cambiò gli ultimi giorni di vita a Sylvia che
nel testamento lasciò i suoi figli in affidamento alla nonna e a James:
il padre, l'amico, il compagno di avventure. James e Peter nel finale si ritrovano
soli, sulla stessa panchina in cui si incontrarono all'inizio della storia. Ed
è con lo straziante incoraggiamento di James al suo piccolo amico che si
conclude questa meravigliosa fiaba: "Basterà crederci e potrai vederla
quando vuoi…".
James Barrie non era tanto un ragazzo troppo cresciuto
o un uomo che non voleva crescere, era semplicemente consapevole che nei momenti
di difficoltà vi è sempre un mondo personale in cui rifugiarsi,
un mondo nato dalla propria fantasia, senza catene che legano ad una vita di pregiudizi
e perbenismo…Il mondo che James ha creato è ciò che di più
bello ogni individuo possa immaginare, e con quella voglia di vivere e quell'entusiasmo
fantastico James Barrie ha regalato ai primi anni del secolo scorso un mito immortale.
Marc
Forster muta la macchina da presa negli occhi di James e a flash continui ci regala
le sue visioni fantastiche nella monotonia della routine giornaliera, riproducendo
quei mondi così particolarmente magici e inquietanti che vincono il confronto
con i precedenti film dedicati al mito di Peter Pan.
Il cast stellare e perfettamente
calzante ci regala un Johnny Depp che, a parte perfetto accento inglese e completo
primo novecento, non sembra abbia dovuto mutare eccessivamente per entrare nel
personaggio di James: Johnny da 4 anni guarda la vita con occhi diversi, entusiasti,
felici, come un bambino, come James… Alla conferenza stampa dichiara: "in
un mondo di orrore la fantasia è una benedizione", e così,
come fece Mr Barrie un secolo fa, Johnny Depp regala in un periodo non facile
per il mondo un po' di magia e fantastia con un personaggio che gli ha permesso
di sfoggiare il suo particolare humor e la sua delicata sensibilità.
Lega
molto con Freddie Highmore, il piccolo e bravissimo interprete di Peter, tanto
che ha dichiarato di aver pianto nel separarsi da lui. "Ho scoperto che crescere
ha i suoi vantaggi, arricchisce del dono della pazienza, aiuta ad accettare i
propri limiti e ad apprezzare il rapporto con gli altri, ma alcuni lati infantili
li ho conservati, e forse chiunque faccia il mio mestiere li ha. E li ho scoperti
con la paternità, i bambini ti fanno ritrovare il sneso del gioco e la
fantasia. Certo, la paternità è stata utile per il personaggio di
Barrie, ha reso più facile il rapporto con i bambini. Abbiamo stabilito
una grande complicità, anche come attore c'è molto da imparare dalla
loro franchezza, soprattutto nei momenti di paura, una vera e propria intesa.
L'ultimo giorno delle riprese è stato molto doloroso".
Inoltre
fra le altre stelle del cast abbiamo una Kate Winslet che sfoggia il suo caratteristico
sguardo malinconico che non poteva essere più adatto per il personaggio
di Sylvia, magistralmente interpretato.
L'amore spirituale dei due protagonisti
è degno di far parte delle love story più struggenti, un rapporto
sentimentale complesso che sfida le regole del tempo.
Infine non si può
non citare Dustin Hoffman anche lui perfettamente dentro i panni del personaggio
del produttore delle opere di James.
Finding Neverland che uscirà nelle
sale italiane sotto il periodo natalizio, è un film per adulti e bambini,
che sinceramente consiglio a tutti: commuove senza cadere nello struggente, diverte
senza tralasciare la malinconia e la riflessione, e poi cosa difficilissima: riesce
a creare come pochi film riescono a fare il perfetto connubio tra il biografico
e il fantastico.
By Capitan Fra

ARTICOLI
"Racconta
la storia di James M. Barrie, autore di Peter Pan, nel parallelo tra vita e finzione
letteraria: l'amicizia di Barrie con i quattro fratelli Davies e la loro madre
(Kate Winslet), vedova e malata, diventa fonte di ispirazione per un viaggio in
un mondo altro, quello dell'isola Che Non C'è, in cui non ci sono sofferenze e
non si cresce mai. Nel film, girato a Londra, figurano anche Dusin Hoffman e Vanessa
Redgrave" CIAK
"(...) Arriva in ritardo anche l'aereo
di Johnny Depp. Ma una star merita l'attesa, soprattutto se protagonista di un
film come "Finding Neverland" che ha strappato fiumi di lacrime perfino
tra i giornalisti più cinici e smaliziati. Johnny Depp Interpreta J.M.
Barrie che, favorito dall'incontro con la vedova Llewyn Davies (Kate Winslet)
e i suoi quattro bambini, riscopre il piacere del gioco e della fantasia, che
lo porta a scrivere la commedia "Peter Pan", che dalla notte della prima
a Londra il 27 dicembre 1904, conquista il mondo affermandosi come fenomeno culturale,
il simbolo del desiderio di eterna fanciullezza." REPUBBLICA
"Che
Johnny Depp sia affetto da sindrome di Peter Pan lo sospettavamo un po' tutti.
In Finding Neverland, però, Johnny interpreta la parte del papà
letterario del celeberrimo personaggio, lo scrittore scozzese James Matthew Barrie.
Lo troviamo a Londra, all'inizio del secolo scorso, mentre cerca di portare sul
palcoscenico le avventure del ragazzo che non voleva crescere, con l'aiuto dell'amico
produttore (Dustin Hoffman). Distanziandosi in modo netto dalle molte trasposizioni
cinematografiche della storia, il regista Marc Forster ci racconta la genesi del
mito di Peter, l'eroe per ragazzini che ha influenzato di più l'immaginario
degli adulti. Un fratello morto precocemente avrebbe ispirato a Barrie l'idea
dell'eterno ragazzo, sovrano dell'Isola che non C'è; mentre lo spunto dei
"bambini perduti" gli sarebbe venuto dai cinque figli della cagionevole
vedova Sylvia (la interpreta Kate Winslet, che finora ci pareva scoppiare di salute).
Depp torna ad approfittare delle atmosfere vittoriane, recitando in un film in
costume (che indossa bene); ma, questa volta, rinuncia ai bassifondi londinesi
di Jack lo Squartatore per un racconto poetico, dove la biografia trascolora nella
fantasia". VANITY FAIR